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Quando si pensa alla montagna nella sua veste invernale la prima cosa che viene in mente è la neve, bianca, soffice, quasi magica per la sua capacità di rendere tutto più bello. Volteggia nel cielo e scende silenziosa, ricoprendo tutto, ogni filo d’erba, ogni roccia, ogni albero, fino a creare paesaggi mozzafiato.

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Dopo l’incanto, c’è il divertimento che la neve regala a grandi e piccoli. In particolare, chi ama sciare o fare snowboard non vede l’ora di lanciarsi in pista e trascorrere intere giornate tra discese immacolate e caldi rifugi. E proprio gli appassionati dello sci, nelle sue diverse specialità, sci alpino, snowboard, freeride, freestyle, sci nordico e alpinismo, sono i veri protagonisti della stagione invernale sulle nostre vette dolomitiche, anche se sappiamo bene che la neve offre tantissime altre opportunità per divertirsi e stare in compagnia, passeggiate, ciaspolate, discese con lo slittino, snowtubing, gite in motoslitta, parchi gioco e molto altro ancora.

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Il turismo dello sci è una risorsa economica strategica per la montagna, con un’offerta in continua espansione frutto degli enormi investimenti effettuati ogni anno dalle società impiantistiche. Se la neve si fa desiderare, come purtroppo si sta verificando anche quest’inverno, la stagione sciistica non può aspettare, le piste devono essere comunque pronte per l’inizio di dicembre e il tradizionale Ponte dell’Immacolata, primo vero appuntamento della stagione sugli sci. Allora ecco che entra in scena il potente esercito formato da innevatori e gattisti che, lavorando senza sosta giorno e notte, riescono a trasformare l’acqua in fiocchi di neve e dare vita a chilometri e chilometri di discese bianche lisce come il velluto.

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I costi dell’innevamento programmato sono elevatissimi, ma grazie all’impiego della tecnologia moderna l’industria più grande e redditizia dell’arco alpino può tirare un sospiro di sollievo. Per chi fa il nostro lavoro e si occupa della promozione delle stazioni sciistiche, tuttavia, non è facile far passare il messaggio che si può sciare bene anche senza neve naturale. Certamente l’occhio vuole la sua parte e la montagna senza neve non fa lo stesso effetto, ma le piste sono davvero in perfette condizioni grazie alla disponibilità d’acqua nei bacini e alle temperature rigide che permettono di sparare tanta neve e di ottima qualità.

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La regola più importante è dire sempre la verità, perché la lealtà verso i clienti, in questo caso turisti e sciatori, la fiducia e l’affetto che essi dimostrano scegliendo anno dopo anno la stessa località sciistica sono il capitale più prezioso da preservare. Senza trascurare che fiducia e credibilità stimolano il passaparola positivo, un strumento di comunicazione fondamentale nel settore turistico. Meglio non usare, ove possibile, foto d’archivio ma mostrare la situazione reale anche se è innegabile che le strisce bianche dipinte sul terreno e circondate da tanto marrone non sono un bello spettacolo. Meglio puntare su una campagna di comunicazione brillante che attribuisca valore a ciò che si riesce ad offrire con messaggi chiari, capaci di creare interazione e coinvolgimento attirando l’attenzione del target, sfruttando al massimo le potenzialità dei social media, utilissimi per una rapida diffusione delle informazioni con costi limitati.