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Un diario virtuale, una finestra sul mondo, un luogo dove approfondire la cultura. E’ difficile trovare la definizione esatta di “blog”, proprio perché la sua natura lo ha portato ad essere uno strumento versatile e fondamentale nel panorama digital. Al contrario di quanto si pensi, non è certo una invenzione recente, infatti il primo web-log – si chiamava così – fu aperto da Jorn Barger nel 1997, ispirato dal nuovo software per la pubblicazione di contenuti appena sviluppato da Dave Winter – dove venivano condivisi quotidianamente dei consigli o delle riflessioni sulla sua passione per la caccia. Nel 1999 Peter Merholz propose l’abbreviazione blog sul suo sito personale e dai primi anni Duemila questo fenomeno conobbe un incremento virale con le prime piattaforme come Altervista e WordPress e, anche se dopo primo decennio del Secolo si temette una vera e propria crisi, i blog tornarono saldamente al timone della comunicazione grazie al ruolo chiave che hanno attualmente per le aziende che vogliono raccontare una storia con libertà di linguaggio e di temi.

A cosa serve un blog?

Il blog è stata un’autentica rivoluzione per la comunicazione ma qualcuno si può anche chiedere: perché condividere un diario con milioni di persone là fuori? Perché la cultura di un contenuto autentico è quanto mai necessaria in un mondo che per metà vive in una dimensione virtuale. Le emozioni sono ancora un mezzo efficace per condividere la cultura e l’interesse verso un determinato argomento, per approfondirlo o per riportarlo alla luce. Il blog risponde alla naturale esigenza dell’umanità di trovare un modo per esprimere la propria interiorità e i propri pensieri sulla realtà che sta vivendo.

Perché è fondamentale per un brand?

Il blog si è rivelato con il tempo uno strumento fondamentale di marketing. Non solo avvicina le persone al brand, coinvolgendole, creando un rapporto privilegiato tra interlocutori ma incrementa le possibilità di raggiungere un pubblico molto più ampio e diversificato grazie alle condivisioni sui social network, alla fruibilità dei contenuti e alle strategie di SEO. La tecnica e l’emozione formano così un mix davvero indispensabile nel piano di una strategia di comunicazione efficace.

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