06
Apr

La pasta alla Carbonara è una delle ricette simbolo dell’italianità. Che sia con il guanciale o la pancetta, ogni versione racconta l’importanza del carboidrato nel nostro Paese.

Negli anni, le mille storie attorno alla vera origine della pasta alla carbonara hanno creato fazioni e dibattiti come una vera e propria questione politica. Ma si sa che in Italia il carboidrato è importante quanto il PIL. Proprio alla base delle più discusse varianti di questo piatto ci sono le altrettante versioni della sua origine.
Nel film “Un americano a Roma” Alberto Sordi celebra l’italianità aggredendo il celebre piatto di maccaroni, legando due culture culinarie che sembrano totalmente agli antipodi. Ma se ancora non riusciamo a perdonare gli alleati quando mettono le fette di ananas sulla pizza, secondo la Storia dovremmo essere grati proprio a loro per l’esistenza della nostra adorata carbonara. Sembra infatti che, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, i soldati americani nella Capitale avessero imponenti scorte di uova e bacon e le cuoche romane seppero trarre la giusta ispirazione per una nuova ricetta, proprio da questi due ingredienti. Dall’uso del bacon potrebbe quindi nascere la storica diatriba tra il partito della pancetta e quello del guanciale.
Un’altra storia racconta che fu un cuoco bolognese, nel 1944, a scoprire come quella crema di formaggio e uova potesse diventare un delizioso condimento per una pasta da servire durante un pranzo organizzato in occasione dell’incontro tra l’Ottava Armata inglese e la Quinta Armata americana a Riccione che era appena stata liberata.
Qualcuno invece sostiene anche che la carbonara derivi proprio dai carbonai, lavoratori instancabili che avevano bisogno di piatti sostanziosi e cucinati con ingredienti poveri e di facile reperibilità.
Secondo i puristi della tradizione, nella ricetta originale bisogna usare una pasta lunga di semola di grano duro – spaghetti – guanciale, pecorino romano, uova con maggioranza di tuorli e pepe macinato al momento. Ma, esattamente come le sue storie, anche gli ingredienti di questo piatto si perdono di casa in casa, di nonna in nonna. Tutti però sono d’accordo sul fatto che ogni volta che sentiamo il suo profumo, ci torna in mente qualcosa di bello che abbiamo vissuto. A tavola o dovunque un piatto di pasta ci ha fatto sentire felici.
Ps: mi raccomando, l’importante è non metterci la panna. E buon appetito!

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