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Ormai da 10 anni ci occupiamo di seguire le media relations a livello internazionale per il Tour de Pologne, la più importante corsa UCI World Tour dell’Est Europa e che si sta disputando in questi giorni sulle strade polacche.

Durante le pause, che sia prima di una partenza o nella hall di un albergo che ci ospita la sera, c’è modo di conoscere tante persone che lavorano nel “behind the scene”. Qualche giorno fa ci è capitato di scambiare “4 chiacchere” con Isabella Negri, una cittadina del mondo, torinese di nascita, si divide tra lavoro e famiglia spostandosi tra Milano e la Toscana, parla coerentemente 7 lunghe straniere e soprattutto ama il ciclismo. Isabella è colei che si occupa di trasmettere al Tour de Pologne le informazioni in gara per Radio Corsa.

D: Isabella, come hai iniziato a lavorare nel ciclismo?
R: Direi in modo un po’ casuale, come capita spesso nella vita. Un’amica che lavorava in RCS, mi ha comunicato che l’organizzatore del Giro d’Italia cercava una voce per Radio Corsa e da quel giorno è iniziato tutto. Ormai sono 10 anni che  faccio questo mestiere e da un paio di edizioni ho iniziato a collaborare anche con il Tour de Pologne.

D: Quali sono i tuoi compiti in gara?
R: Il mio compito è quello di informare, in lingua inglese, le squadre, gli organizzatori, i mezzi di soccorso, su quello che succede in corsa: comunicazioni giuria, tempi, distacchi dei fuggitivi, eventuali cadute. Di solito seguo le gare dalle autovetture della Direzione di Gara, appena dietro il gruppo principale, in modo da avere una visuale ottimale su tutto quello che succede.

D: Quante e quali lingue conosci?
R: Parlo fluentemente 7 lingue straniere: inglese e francese, che sono le lingue ufficiali dell’UCI, e poi tedesco, spagnolo, norvegese, svedese e russo. Il polacco al momento non l’ho ancora imparato, ma è la prossima lingua che vorrei imparare.

D: Ci puoi raccontare qualche aneddoto simpatico che ti è capitato durante questi 10 anni di attività?
R: Aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma l’aspetto più bello di questa professione è il contatto quotidiano che si instaura con i ciclisti e con le persone che ruotano attorno a questo sport. Questo è sicuramente l’aspetto più bello e che maggiormente gratifica la mia professione.

Un Grazie particolare a Isabella per il tempo dedicatoci. Ora continuiamo il nostro lavoro. Oggi si arriva sul “muro di Szczyrk”, chi sarà il più forte oggi?

 

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