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set

Direttore Sportivo & Commissario Tecnico: ruoli, implicazioni, responsabilità e differenze. L’intervista a Marino Amadori.

Il Commissario Tecnico degli azzurri Under23 Marino Amadori ci parla delle differenze esistenti tra la figura del direttore sportivo e quella del commissario tecnico: ruoli, implicazioni, responsabilità, conoscenze.

“Il direttore sportivo è un impegno molto consistente nel senso che è necessario programmare tutta la stagione nei minimi dettagli con i propri corridori. Invece come tecnico federale puoi fare i programmi solo in base agli obiettivi primari, come Coppa delle Nazioni, Europei e Mondiali, appuntamenti sempre impegnativi ma meno gravosi da gestire e programmabili per tempo. In più come preparazione a 360° noi della nazionale ci appoggiamo ai team che hanno i ragazzi in forza tutto l’anno e che fanno il lavoro più grosso. Noi magari possiamo rifinire il lavoro che fanno le società curando in particolare alcuni aspetti e interagendo con i team. Ormai nazionale e team lavorano in stretta sinergia tutto l’anno, sia tra gli under che con i professionisti, per contribuire a far crescere i ragazzi al meglio. Io ho visto evolversi questo mondo prima come corridore, poi come direttore sportivo e infine come commissario tecnico.  Adesso ci sono figure nuove, i preparatori una volta non c’erano e il diesse faceva un po’ tutto, mentre adesso ci sono ruoli e figure più chiare, differenziate e specializzate. Noi in nazionale ci avvaliamo di un centro studi, con elementi competenti e preparati,  che ci aiuta molto nella gestione degli atleti, per esempio lavoriamo molto con il settore cronometro, disciplina che le società, mi riferisco al settore giovanile, tendono un po’ a tralasciare per questioni di tempo e budget e quindi interveniamo cercando di migliorare questo aspetto. In vista dei Mondiali adesso abbiamo ancora alcune gare per rifinire la preparazione dei team azzurri. Abbiamo una bella squadra, unita, coesa e competitiva, che correrà con un obiettivo chiaro e unico sperando di fare bene. Direi che abbiamo atleti interessanti, in tutti i settori, per questo tipo di percorso che vogliamo mettere in condizione di dare il massimo ed esprimersi al 100%” dice Marino Amadori.

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